La Città - Folklore
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Benché Giardini Naxos sia un centro moderno, avviato verso forme nuove di vita economica e sociale, tuttavia non la si può considerare in maniera separata dal contesto della Regione in cui si trova: la Sicilia.
I tempi moderni non sono riusciti ancora a spazzare via del tutto i costumi tradizionali, anzi il passato rivive in tante suggestive manifestazioni, nel linguaggio, nei proverbi, nelle cerimonie nuziali, nelle superstizioni, nelle vesti nere per il lutto, nelle feste e nelle fiere; dovunque, in somma, vi sia vita genuina, là si trova la documentazione delle generazioni passate, il folklore.
Le dominazioni subite nei millenni hanno lasciato tracce indelebili sia nel cuore che nella fantasia.
Ancora oggi è possibile ammirare per le strade, durante le manifestazioni estive il "carretto", uno dei primi mezzi di trasporto nell'isola, che risale ai primi dell'ottocento.  Costruito con ruote molto alte,  per potere superare gli ostacoli delle "trazzere",  le prime tortuose strade , il carretto   è uno dei simboli più noti del folklore siciliano. Piccoli capolavori che un tempo sfilavano per le strade dell'Isola, che raccontavano storie d'altri tempi fatte di eroi, amori e battaglie. Le parti del carretto sono istoriate con tinte vivaci, prevalentemente sul celeste o sul verde, il giallo ed il rosso, con scene e figure tratte dalla leggenda eroica - scene dei Paladini di Francia con Orlando e Rinaldo - oltre che con soggetti religiosi - S. Giorgio che uccide il drago, S. Francesco di Paola ed altri Santi, - o con episodi della Cavalleria Rusticana.
Ogni minimo particolare era curato. Anche la bardatura della bestia era rifinita e pregiata. Il pettorale e il sottopancia dei cavalli erano agghindati con tanti piccoli specchi, frange dai colori accessi, e, in mezzo al dorso dell'animale, spiccava un cimiero imponente, ornato di "ciancianeddi" (campanellini) pronte a tintinnare lungo il trotto. Per lo più adesso i carretti sono conservati nei musei siciliani.

Vogliamo ricordare, inoltre, la classica "opra di pupi" che allietava le ore serali delle generazioni giardinesi alla fine del loro lavoro. Il popolo amava queste marionette che si affacciavano da teatrini più o meno stabili e raccontavano gesta di eroi, capaci di coinvolgere il pubblico di ogni età. Le storie di Orlando e Rinaldo, della Gerusalemme Liberata del Tasso, di brani della Bibbia oppure della storia di Guglielmo Tell, di Guerin Meschino, Bovo d'Antona, il Conte Ruggero, i Paladini di Francia ed altre storie cavalleresche, venivano rievocate in quei piccoli teatri che trovavano sede nei vari rioni del paese e costituivano una delle poche occasioni di svago e divertimento del periodo.

 

Nell'epoca attuale, la pesca, pur avendo modernizzato le attrezzature, conserva qualcosa delle antiche usanze: tipica la pesca delle "costardelle" con grida e gesti che hanno l'aria di un rito. Le barche dei pescatori sono dipinte con i colori accesi e brillanti tipici della Sicilia. Altra usanza ancora in vita è la pigiatura dell'uva specie a "Mastrissa " per la vendemmia, in cui i "pistaturi " e le raccoglitrici intonano canti agresti.Gli usi, i costumi, le tradizioni, sono oggi tramandati dai canti e dalle danze dei gruppi folkloristici che ripropongono momenti di vita legati ai riti e alle feste del mondo contandino e marinaro.Il gruppo folkloristico locale è il Gruppo Folk Naxos- Via Umberto 175 98035 Giardini Naxos tel. 0942/51101, che vanta origini pluridecennali.
Infatti nell'anno 1950 il M. Luigi Buda sceglie, fra centinaia di alunni delle scuole elementari, 30 bambini e, gradatamente, con pazienza certosina, li fa diventare "canterini ", formando, quindi, il "Gruppo folkloristico dei piccoli canterini di Naxos.
Appunto fra le mura di quelle scuole i bambini prescelti cominciano a canticchiare le prime antiche canzoni siciliane, durante le Feste scolastiche ed al cospetto di un primo indulgente pubblico, composto dai familiari degli stessi "canterini " e da Autorità locali, che incoraggiano il "gruppo " e lo incitano a perseverare. Poi il "gruppo" comincia con l'esibirsi nei saggi ginnici e davanti ai marinai della squadra navale italiana, all'ancora nella rada di Giardini. Con queste manifestazioni i bimbi riescono a vincere il "pathos" del pubblico. Cosicché, istruiti nel canto anche dalla prof.ssa Anna Buda, da quel momento si esibiscono con disinvoltura davanti ad un pubblico sia nazionale che straniero.
Il "gruppo" con il suo vasto repertorio di canzoni siciliane resta intatto fino alla scomparsa del M. Luigi Buda, avvenuta il 14 aprile 1959.
Quindi, dopo alcuni anni un nipote del M. Luigi Buda, Nino Buda, ricostruisce il complesso sotto la denominazione di "Gruppo folkloristico Naxos", che ancora oggi continua a farsi portavoce del ricco e prezioso patrimonio culturale giardinese e si impegna a preservarlo per le generazioni future.

(da:"Naxos e Giardini dei secoli" di Salimbene, Vinciguerra, Talio)